Recensioni delle pubblicazioni di Artès
Posted on 12/15/2010 04:12 pm by adminRecensioni riguardanti “Voci Pagane – Vol.I”
Edizioni Artès, 2010, 212 pagine, Euro 18,50
www.artesassociazione.org

Ne è nato un quadro che, pur non essendo completo (il libro è solo al primo volume), riesce comunque a dare un’idea piuttosto esauriente di quale sia la realtà pagana nel nostro paese. Non solo, ma per precisa scelta dell’autrice il libro è stato pubblicato non da una “normale” casa editrice, cosa che avrebbe richiesto tagli drastici, ma a cura della stessa Sarah, in una pubblicazione indipendente autoprodotta dall’Associazione Artès.
Quindi troverete chi segue le vie e le tradizioni più diverse, pur restando in ambito pagano, cosa che rende ancora più preziose queste testimonianze, che aiuteranno tutti quei simpatizzanti, e sono moltissimi, che non hanno mai fatto pratica, non sono mai entrati in un gruppo o che non sanno come muoversi, a chiarirsi le idee e, magari, a orientare le proprie scelte.
L’autrice esprime il desiderio che questo libro diventi “un modo per iniziare a mettere qualche punto fermo riguardo la storia dell’evoluzione del movimento neopagano italiano“: il desiderio è stato di certo esaudito. Un’opera chiara, ben fatta e molto interessante, indispensabile per i seguaci del Neopaganesimo, per gli studiosi dei movimenti religiosi, per chi si interessa di esoterismo e per i curiosi delle moderne correnti di pensiero.
Il suo sito personale, dove potrete vedere le sue opere, èwww.sarahdeglispiriti.com
“Voci Pagane” vol.1 a cura di Sarah Bernini – Artès Edizioni
Pagine 210 – Formato 28,5×20,5 – Prezzo: 18,50 €
“Voci Pagane” è un progetto estremamente interessante, unico forse nel panorama italiano. Il volume infatti è solo il primo di un tentativo di saggiare la sostanza del movimento pagano o neopagano fortemente in espansione da un lato ma dall’altro anche molto ostacolato da vincoli politici e personalismi. In un Italia insopportabilmente cristianizzata, in cui accanto a gente di sincera fede cristiana vi sono politici ed ecclesiastici che vivono la spiritualità da un punto di vista materialistico e la impongono alla popolazione, stupisce vedere come sempre più persone ricerchino un legame con il divino di tipo antico, legato al passato plurimillenario pagano del nostro Paese. In effetti il Cristianesimo si è imposto come religione di stato dell’Impero Romano da appena 1600 anni circa, mentre archeologi, antropologi e studiosi “prezzolati” e schierati religiosamente con il culto dominante tacciono di dire che le tracce dei riti pagani in Italia affondano in un passato antico di centomila anni e oltre. Anche in tempi recenti, nonostante la spietata repressione, l’Inquisizione che bruciava streghe ed eretici fino alla devastazione data dal totalitarismo prima e dalla democrazia cristianizzata poi, l’Italia è sempre stata il fulcro dell’Antica Religione e non è un caso se gli studi che diedero il via ai movimenti neopagani moderni siano stati condotti proprio in Italia sul finire dell’Ottocento. Oggi, dopo l’impatto della rivoluzione New Age susseguente gli Anni ’70, il Paganesimo si è molto organizzato, vi è grande consapevolezza di far rivivere tradizioni e filosofie antiche e sacre, di grande attualità perché connesse alla valorizzazione dell’Umano e al contestuale rispetto dell’ambiente.
Tuttavia mentre in altre parti del mondo le istituzioni hanno in qualche modo lasciato fare questi movimenti, pensiamo ai nuovi druidi inglesi oppure alla Wicca americana, capace di farsi riconoscere la validità legale dei matrimoni contratti sotto quel rito da parte di un governo di estrema destra come quello di Bush jr., in Italia ci si è sempre scontrati con il finto perbenismo e con gli strali delle gerarchie vaticane, che troppo spesso hanno dettato ciò che era lecito e ciò che non lo era in barba alle leggi e alla Costituzione di uno stato sovrano. Ma nonostante il continuo martellamento propagandistico il Paganesimo come detto è in continua crescita, sia pure non manchino le perplessità e le divisioni interne su determinati atteggiamenti assunti da coloro che si definiscono pagani. Il libro di Sarah Bernini, esperta di Beni Culturali e direttrice della bellissima rivista “Labrys”, è un eccezionale tentativo di dipingere un quadro, sia pure generico per forza di cose, dei principali protagonisti del Paganesimo italiano. Il volume infatti è concepito come una serie di interviste dettagliate a coloro che gestiscono associazioni, gruppi, siti web, forum, blog; ma anche scrittori, praticanti indipendenti, in generale tutte quelle persone che divulgano e vivono queste tematiche. In tutto si tratta di 33 interviste, effettuate a 44 persone diverse (molti hanno infatti risposto in gruppo), ma per stessa ammissione dell’autrice non si tratta di un quadro esaustivo in quanto alcuni esponenti non hanno voluto rispondere alle domande o hanno risposto approfonditamente. Segno di una profonda diffidenza, anche reciproca, all’interno di questa nuova-vecchia spiritualità che emerge dalle pieghe del tempo ma che non riesce a scrollarsi di dosso le remore e i sospetti medievali. I Pagani italiani appaiono molto frammentati e divisi, con frange politiche estremiste pronte a strumentalizzare associazioni e manifestazioni celebrative. Accanto a questo fenomeno vi è anche molta vanagloria da parte di personaggi che millantano poteri o conoscenze, creando attorno a sé associazioni personalistiche che nulla aggiungono alla riflessione storica e culturale. Ciononostante dalle interviste emerge un vero e proprio bisogno di un rinnovamento spirituale, un maggiore legame con la Terra, con la Natura, nel rispetto degli animali e delle persone meritevoli. Un rinnovamento che è in atto e che possiamo vedere sotto i nostri occhi dall’enorme numero di ragazzi adolescenti che vengono attratti da questi temi. Del resto è questa l’alternativa a una società sessuofoba ma segretamente sessuomane, castrante e schiavista, che nega le libertà fondamentali e colpevolizza ogni ribellione giovanile, ed è chiaro che le tematiche pagane troveranno sempre più consensi. “Voci Pagane” in questo senso costituisce una testimonianza sociologica importantissima e senza pari attualmente, che meriterebbe un approfondimento anche accademico. Vivissimi complimenti a Sarah Bernini e al suo lavoro: un libro assolutamente consigliato.
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Recensione apparsa nel sito “Due passi nel Mistero” in questa pagina:
http://www.duepassinelmistero.com/Libri%20del%20Mese.htm
Sarah Bernini “Voci Pagane”, Volume I, Edizioni Artès, 2010
212 pagine
Euro 18, 50
In questo libro, autoprodotto, l’Autrice esplora la situazione del ‘paganesimo’ in Italia o, per meglio dire, del neo-paganesimo.. Cosa decisamente non facile ma che cerca di dare il quadro attuale attraverso le ‘voci’, appunto, di studiosi del settore, intervistati dalla stessa Sarah che, giovane talento letterario nel settore esoterico, promette che ci sarà un seguito. In questo libro troverete, oltre a considerazioni iniziali legate alle difficoltà logistiche di creare un lavoro del genere, le interviste – in ordine cronologico in base al momento in cui l’Autrice le ha effettuate- al singolo ricercatore, cui viene associato il sito o il blog di pertienenza. Queste ‘voci’ sono spassionate, cariche di umanità e intimità, poichè Sarah ha lasciato che ognuno si esprimesse liberamente. Da questa ‘collection’ si capisce che emergono diversi approcci alla materia, da parte di chi vi si accosta o la pratica da tempo, poichè l’individualità è la cosa che veramente conta nell’essere umano.
Sarah Bernini è direttrice della rivista Labrys (www.rivistalabrys.it) ed è presidente dell’Associazione Artès (Arte, esoterismo e spiritualità). Il suo sito personale è www.sarahdeglispiriti.com Per chi volesse saperne di più sul libro, visiti il link dedicato e curato dall’autrice stessa: www.myspace.com/vocipagane
PER LE RECENSIONI CHE RIGUARDANDO “VOCI PAGANE” VOL. I E II: http://vocipagane.wordpress.com/recensioni-del-libro/
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Recensioni riguardanti “Il Canto del Bisonte Bianco”
Immagini di Sarah Bernini
www.boopen.it

Costanza non capisce che cosa le stia succedendo; da alcune notti ha disturbi del sonno. Strani sogni, collegati ai Nativi americani, turbano la sua serenità e le regalano un poco piacevole risveglio tra i singhiozzi, che disturba il riposo del cane Simposio e del gatto Pomponio.
Eppure non è nemmeno una patita di film western… e allora perché vede una giovane donna indiana che marcia nella neve, a fianco di un travois che porta un vecchio malato, avvolta in una coperta dell’esercito che ben poco la ripara dal freddo?
Meno male che c’è Federico, “l’amico di sempre“, che le presta alcuni libri sui pellerossa, con i quali scoprirà una cultura a lei sconosciuta.
Ma questo non basta a fermare le visioni, che sono sempre più sconvolgenti e reali, al punto che Costanza comincia a parlare con la ragazza, Piccolo Giglio, che le rivela cose che non riesce a capire. Le sedute di ipnosi regressiva l’aiuteranno a ritrovare il filo di una drammatica vicenda che riguarda una sua vita passata…
Un originale romanzo breve, scritto in uno stile semplice e piacevole, che è anche un’occasione per saperne di più sulla cultura di una popolazione che ha subito un vero genocidio, tra i massacri più vistosi in guerra e quelli silenziosi nelle riserve, provocati dalla fame, dal freddo, dalle malattie e dal sistematico mancato rispetto dei trattati da parte dell’Uomo Bianco.
Liliana Zampella è nata a Parma nel 1955. E’ vicepresidente dell’Associazione Artès. Ha pubblicato, tra l’altro, Il re di tutti (MEF Edizioni, 2005),L’Archiatra – l’altra vita di Nostradamus (MEF Edizioni, 2006), L’Archiatra II e III (Boopen Edizioni).
Il suo blog è http://lilianazampella.blogspot.com
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Recensione apparsa sul sito “Satorws.com” a cura di Lorena Bianchi in questa pagina: http://www.satorws.com/libri-recensioni-cantodelbisontebianco.htm
Liliana Zampella “Il Canto del Bisonte Bianco” – Artès / Boopen Editore 2010
Pagine: 82 – Formato: 20,5×14,5 – Prezzo: 9,50 euro
I libri come “Il Canto del Bisonte Bianco” vengono chiamati “libri di una sera” perché mostrano poche pagine e in genere vengono ritenuti facili da leggere. Ma come ci insegna la narrativa dei racconti, spesso in un testo breve può nascondersi un gioiello e in effetti tale ci è sembrato questo libro di Liliana Zampella. La scrittrice, parmense, ha al suo attivo numerosi titoli e in questo volumetto realizzato in collaborazione con l’Associazione Artès, ha impresso una poetica davvero delicata costituita dalla tematica del doppio racconto: da un lato una donna nativa americana che rivive gli episodi drammatici della sua tribù Lakota Soiux in fuga dalle truppe del Generale Custer; dall’altro una donna moderna, Costanza Martini, che nella sua mente, durante i sogni, rivive quella vita antica e apparentemente slegata dalla sua, comprendendo il senso della vita di quel popolo, la sua sofferenza, il suo destino tragico. Una consapevolezza che troverà in lei donna del presente il tramite per esporre al pubblico, nel caso specifico ragazzi universitari, quelle vicende dimenticate o raccontate dalla storiografia dei bianchi vincitori. Un libro come detto delizioso e sorprendente.
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Recensione apparsa sul sito “Alkemia” a cura di Federica Lanna in questa pagina:
IL CANTO DEL BISONTE BIANCO
di Federica Lanna
Il Canto del Bisonte Bianco è l’ultimo libro della scrittrice parmense Liliana Zampella. La storia è quella di Costanza, professoressa universitaria, la quale comincia a fare strani sogni di tepee,massacri di tribù e di giovani indiane che tentano di comunicare con lei; Costanza decide di sottoporsi a sedute di ipnosi regressiva, grazie alle quali le “visioni” continueranno ad arricchirsi di particolari facendosi sempre più dettagliate. Nei sogni di Costanza si mescolano personaggi importanti appartenuti a tribù leggendarie, e sono gli occhi di Piccolo Giglio, che accompagna Costanza in questo viaggio,quelli attraverso i quali quest’ultima rivive la disperata storia, lo sterminio ,le lacrime e il sangue di un intero popolo. Ma chi è Costanza? Costanza deve essere una donna molto abitudinaria lo suggeriscono i rituali che si ripetono ogni volta al suo risveglio alle tre di notte circa,dopo uno dei suoi soliti strani sogni: guarda il suo cane appoggiato sul cuscino, cerca le ciabatte,si prepara una camomilla,va a farsi una doccia, canticchia un pezzo di Zucchero come se la sua vita procedesse in modo lento e rassicurante, finchè non esplode la violenza ,finchè non vede i villaggi in fiamme e i cadaveri abbandonati sulla Madre Terra. La protagonista prenderà coscienza di una realtà che non conosceva affatto intraprendendo un viaggio dentro di se che non si concluderà con l’ultima pagina del Canto del Bisonte Bianco, il finale infatti è aperto e lascia presagire un seguito : “ non scrivo mai la parola fine,al termine di una storia. Per me un racconto non finisce mai” dice Liliana. Il Canto del Bisonte Bianco è un libro di piccole dimensioni (meno di una ottantina di pagine), scritto con un lessico semplice e scorrevole; un racconto gentile e privo di sensazionalismi. Il Canto del Bisonte Bianco è edito dalla Boopen Editore e disponibile su www.boopen.it
10/01/2011