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Giugno 2010

L’Associazione Artès, in collaborazione con l’associazione 360°, è lieta di presentare presso Galleria Ground’s Art, a Parma, “Echolalia”, mostra fotografica di Gianluca e Sarah Bernini.

L’esposizione – la cui inaugurazione si terrà Sabato 12 Giugno alle ore 18,00- sarà visibile fino al 27 Giugno 2010.

L’esposizione

Un mondo avvolto su se stesso, slegato dalla “realtà” comune a tutti, popolato da personaggi che ci osservano con l’occhio del Folle oppure luoghi in cui perdersi come nei nostri labirinti interiori.

Questo è il percorso proposto da “Echolalia”. Un titolo che già fa presagire qualcosa di “strano”, di “diverso”, e proprio per questo ricco di fascino.

La parola Ecolalia (echolalia in inglese) indica l’automatica e involontaria ripetizione di suoni e parole espressi da un’altra persona che non siamo noi. E’ una caratteristica legata strettamente all’ecopraxia, l’automatica ripetizione di movimenti fatti dalle altre persone, e si ritrova in diverse patologie come l’autismo, la sindrome di Tourette, l’afasia (disturbo della comprensione e/o della produzione del linguaggio), la sindrome di Rubinstein-Taybi, la schizofrenia, la sindrome di Asperger e l’Alzheimer, sebbene in alcuni casi possa anche essere solo un semplice tic.

Un sintomo, comunque, legato ad una forma di chiusura in un proprio mondo, un’eco di ciò che viene da fuori ma che difficilmente può entrare in relazione con ciò che abbiamo dentro.

Oltre a questo, d’ispirazione al titolo è stato un brano del gruppo musicale “Dead Can Dance” che si chiama proprio in questo modo, essendo basato sulla ripetizione ritmica – che potremmo definire sciamanica – di alcune parole da parte di un coro maschile, prima, e femminile poi.

Ecco quindi in mostra la ripetizione di immagini che riproducono l’insolito, un mondo che segue altre regole rispetto a quelle usuali.

Gianluca Bernini espone diversi scatti che propongono i volti dipinti sui muri di personaggi strani e grotteschi che popolano le nostre città silenziosamente, grazie all’azione dei writers. Esseri che ci osservano con i loro occhi spalancati, le loro smorfie ironiche oppure malinconiche e che ci fanno chiedere se gli alienati siano loro – con le loro mostruosità, le loro espressioni innaturali, le loro bocche enormi che spesso vengono rese mute da oggetti che si frappongono tra loro e il mondo – oppure noi che scappiamo da una parte all’altra come mosche impazzite senza renderci conto di cosa ci accada davvero attorno.

E’ il Folle, il Matto dei Tarocchi che ci guarda e ci fa chiedere se ciò che conta davvero non sia il dove andare, ma il cosa stiamo vivendo nel qui ed ora, invece che correre chissà dove dimenticandoci di vivere la nostra esistenza profondamente.

Si passa poi ad oggetti artistici ingranditi a dismisura i cui particolari divengono simboli, come un nuovo linguaggio di cui non conosciamo la chiave, essendo straniati dal loro contesto d’origine.

Sarah Bernini, invece, propone un viaggio in un mondo parallelo, la “Scarzuola”, luogo magico e ricco di simboli che si trova in Umbria, in provincia di Terni. Un antico convento dove dimorò San Francesco d’Assisi, struttura dietro la quale si può visitare la Città – Teatro ideale dell’architetto milanese Tomaso Buzzi, da lui progettata e costruita tra 1958 e 1978 e attualmente curata e ampliata dall’erede, Marco Solari.

In questo luogo ispirato al romanzo allegorico Il Sogno di Polifilo di Francesco Colonna (l’Hypnerotomachia Poliphili edita da Aldo Manuzio nel 1499) si trova un’antologia di diversi luoghi del passato: Villa Adriana, Villa d’Este (Tivoli); i 7 edifici nell’Acropoli riprendono Partenone, Colosseo, Pantheon, Piramide, Torre dei venti, Tempio di Vesta, Torre campanaria; vi è anche un riferimento a Bomarzo per l’effetto di gioco e meraviglia e, per l’idea della scenografia, ai modelli rinascimentali del Palladio, dello Scamozzi e del Serlio.  Una costruzione fuori dal tempo che ricorda antiche rovine, un labirinto ricco di allegorie, simboli alchemici (legati al maschile e al femminile) e massonici, il tutto rivisitato in chiave personale da Buzzi.

Percorrendolo si possono incrociare la Torre dei Tarocchi, la Torre di Babele, l’Olimpo degli Dèi, citazioni del mondo cristiano e pagano e ispirazioni alla Geometria Sacra, realizzando così un vero e proprio percorso iniziatico, tra vita, morte e rinascita.

Le immagini, anche ripetute, di questo mondo fuori dal tempo finiscono così per dialogare con testi e citazioni altrettanto surreali e allusive: si passa da Lucio Apuleio e le sue “Metamorfosi” ad “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll, per poi giungere alla “Divina Commedia” di Dante, il “Libro degli Inferi” egizio, il Talmud e la Bibbia, l’ “Utriusque Cosmi Historia” di Robert Fludd, il “Pinocchio” di Collodi, “Momo” di Michael Ende, “Atalanta Fugiens” di Michael Maier, “Il tuono mente perfetta” dei rotoli di Nag Hammadi e “Il profeta” di  Gibran. Citazioni, in alcuni casi, scovate grazie ad un’altra opera-labirinto (ma in questo caso letteraria), “Il Pendolo di Foucault” di Umberto Eco.

Un viaggio in un mondo un po’ folle ma altamente spirituale nella mente di un genio che ha creato una sua dimensione ideale e fantastica, riletta attraverso frasi e citazioni – altrettanto “fuori” dall’ottica razionale - che danno un’altra personale rilettura di questo labirinto.

La mostra è a cura di Sarah Bernini, presidente dell’associazione “Artès”.

Note Biografiche

Gianluca Bernini

Nasce a Parma il 16.11.1954, lavora presso un istituto bancario d’interesse nazionale nella sede cittadina, ma  sin da ragazzo si occupa di tecnica fotografica con stampa in B/N e a colori. E’ stato responsabile del “Foto Video Club Comit” dal 1985 al 2005, gestendone la sala espositiva, organizzando mostre personali e collettive. Ha prestato la sua opera per molti anni a  diversi studi grafici e fotografici cittadini. Come fotoamatore ha partecipato a numerosi concorsi – locali e nazionali – riportando significativi successi e segnalazioni; ha collaborato e tuttora collabora con circoli, associazioni culturali ed enti pubblici. Molte immagini sono state pubblicate ed ha partecipato a mostre collettive e personali; ha insegnato fotografia presso circoli di diversa estrazione e nel 1991 ha organizzato un corso di fotografia per gli allievi dei 5 anni di un istituto tecnico cittadino con esercitazioni di ripresa all’aperto ed in studio, sviluppo, stampa e storia della fotografia.

Sarah Bernini

Nasce a Parma il 26 settembre 1981. Dopo essersi diplomata con 100/100 presso l’Istituto d’Arte “P.Toschi” di Parma in Rilievo e Catalogazione dei Beni Culturali, prosegue gli studi, prima seguendo un corso post-diploma di un anno presso ENAIP di Parma per operatori dei Beni Culturali, poi iscrivendosi alla facoltà di Lettere e Filosofia di Parma, al corso “Arte, spettacolo, immagine multimediale”(classe XXIII).  Nel frattempo, svolge diversi lavori e collabora con diverse riviste (Il Mese Spettacoli di Parma, Imprenditori di Reggio Emilia e Comuneproduce della Val D’Enza, Zerosette di Parma) e siti, trattando argomenti culturali.  Si divide tra studio universitario, pittura, fotografia, artigianato, oltre a collaborare con associazioni e attività di stampo culturale con lavori di grafica e fotografia. Iscritta all’Archivio Giovani Artisti di Parma, ha partecipato a diverse mostre, personali e collettive, in Parma e provincia così come in altre città (Modena, Roma). Di recente ha curato la pubblicazione di un libro autoprodotto (“Bambini e bambine la storia è finita – una storia di molti come la vita”) scritto da Federica Lanna - giovane scrittrice modenese - per cui ha realizzato le illustrazioni e curato la grafica e l’impaginazione; inoltre, ha curato la grafica di tre libri di Liliana Zampella, “L’Archiatra” vol. II e III e “Il canto del Bisonte Bianco” (Boopen Editore). E’ co-autrice del libro “Upui. L’Arte della strega” edito da Eleusi Edizioni. Cura anche la grafica e l’impaginazione della rivista che ha fondato, Labrys – registrata nell’aprile 2006 presso il Tribunale di Reggio Emilia - riguardante archeologia, antropologia, mitologia, simbologia, esoterismo, antiche e nuove spiritualità (www.rivistalabrys.it).  A Febbraio 2009 è tra i fondatori dell’associazione di promozione sociale “Artès”, di cui è presidente (www.artesassociazione.org) Ha fatto esperienza anche nell’ambito dei laboratori creativi per l’infanzia e tutt’ora collabora con attività di questo tipo,  tanto che a giugno 2009 ha creato “Arc-en-Ciel”, una piccola attività per l’organizzazione di laboratori artistico-creativi per bambini ed adulti.

Ha anche un sito in cui espone i propri lavori: www.sarahdeglispiriti.com.

“ECHOLALIA”

Mostra fotografica di Gianluca e Sarah Bernini

Inaugurazione:

Sabato 12 Giugno 2010

Ore 18,00

Galleria Ground’s Art

Parma, Via Nazario Sauro 5 (cortile interno)

Aperta tutti i giorni, dal 12 al 27 Giugno 2010, dalle 17,00 alle 19,00

Per maggiori informazioni:

associazione_artes@yahoo.it

0522678293

 

Omaggio a Kandinsky

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“La forma è l’espressione esterna del contenuto interiore”

(Wassily Kandinsky, ”Il problema delle forme”, apparso in “Il cavaliere azzurro”, 1912)

Ultimo aggiornamento del sito:  14 Giugno  2010